MEDAGLIE STORICHE:

SEDAN
2 SEPTBRE 1870






  Sergio RossiOttavio de Manzini  
   




La medaglia che presentiamo ha una caratteristica particolare: è uno dei primi esempi di propaganda di guerra, attività che oggi viene chiamata "guerra psicologica".
Noi pensiamo di solito che la propaganda di guerra sia stata inventata nella seconda guerra mondiale, e che si tratti comunque di cosa recente. Non è così, e questa medaglia lo dimostra.
Napoleone III°, nipote del grande Corso, era nato il 20 aprile 1808 e si era dichiarato pretendente al trono nel 1836, quando l'Aiglon era morto a Vienna, soffocato dalla malattia e dalla dissolutezza.
Luigi Napoleone (questo era il suo nome di battesimo) tentò due volte di ottenere il trono, nel 1836 e nel 1840, fu incarcerato ma fuggì in Inghilterra nel 1846. Nel 1848 era di nuovo a Parigi a rivendicare i suoi diritti ereditari, ma dovette accontentarsi di essere eletto Presidente della Seconda Repubblica. Nel 1852, in seguito a plebiscito salì finalmente al trono. Nel 1855, alleato all'Inghilterra ed al Regno di Sardegna sconfisse la Russia nella Guerra di Crimea. Nel 1859 partecipò alla seconda guerra d'indipendenza combattendo a fianco del Piemonte contro gli Austriaci.
Nel 1853 sposò Eugenia de Montijo, dalla quale ebbe un unico erede morto in Africa durante un viaggio di esplorazione e la cui morte fu argomento di una poesia del Carducci: "Per la Morte di Napoleone Eugenio".




La sua fine e quella del "Secondo Impero" coincise con la prima fase della guerra Franco-Prussiana, quando, sconfitto a Sedan, si arrese alle truppe tedesche e abdicò. La medaglia che qui trattiamo reca la data della sua sconfitta.




Descrizione della medaglia:

R: Napoleone III con elmo prussiano
NAPOLEON III LE MISERABLE - 2 DECEMBRE

V: Civetta
VAMPIRE DE LA FRANCE - SEDAN, 2 SEPBRE 1870

La medaglia è ricalcata sulla diffusissima moneta da 10 centimes, di cui riportiamo l'immagine.



Una fusione

Riportiamo qui, a titolo di curiosità, l'immagine della fusione grezza di un medaglione, eseguita 3 anni prima di Sedan, probabilmente di materiale lavico, rappresentante l'Imperatore dei Francesi. Il diametro della medaglia, senza considerare le sbavature, è di 6 cm.




La prima fase della guerra Franco Prussiana fino alla Battaglia di Sedan.

Le cause

Le cause di una guerra non sono mai quelle immediate, ma derivano da una convergenza spesso difficile da chiarire in tutti i suoi minimi risvolti. Per trattare l'ostilità franco tedesca ci vorrebbe, appunto, un trattato. Le cause immediate furono invece la pretesa al trono di Spagna, abbandonato da Isabella nel 1868 in seguito ad una rivoluzione, da parte di un principe tedesco, Leopoldo di Hohenzollern Sigmaringen, l'opposizione francese, ma soprattutto l'abile gestione della crisi da parte del Bismarck, che la pilotò fino a giungere alla guerra, che egli considerava assolutamente necessaria.
La Francia offesa e umiliata nelle trattative diplomatiche, mobilitò e quindi dichiarò guerra.


L'attacco tedesco

Mentre la Francia schierava quattro corpi d'armata alla frontiera tedesca, i Tedeschi approntavano tre armate. La prima, comandata dallo Steinmetz si trovava all'ala destra, a nord di Metz; la seconda, al comando di Federico Carlo di Sassonia al centro; la terza, comandata da Federico Guglielmo di Prussia era all'ala sinistra. Fu quest'ultima a passare il confine presso Weissenburg, investendo l'armata del MacMahon, schierata a difesa di Strasburgo. Le forze francesi vennero divise dall'avanzata tedesca e le truppe di MacMahon si ritirarono verso Chalons. Quelle che presidiavano l'area di Metz, al comando del Bazaine, venivano investite dalla prima e dalla seconda armata tedesche ed erano costrette a ritirarsi a Metz. Da Chalons, dove si erano riorganizzate le forze francesi superstiti, unendosi ai corpi tenuti in riserva, Napoleone decise di dirigersi verso nord per sostenere il Bazaine, nonostante il parere contrario sia dell'Imperatrice Eugenia, che reggeva in sua assenza, sia del Ministro della Guerra, Conte di Pelikao. Per intercettare la marcia verso nord di Napoleone, i Tedeschi deviarono dalla direzione che avevano preso, cioè quella di Parigi. Si diressero cioe' verso nord con la Terza armata (di Federico Guglielmo) e con la Quarta (detta Armata della Mosa). Quest'ultima era stata costituita attingendo dalla Seconda, che era rimasta al nord, con i restanti quattro Corpi d'armata e con tutta la Prima Armata. Questo permise di mantenere l'assedio a Metz.
Dopo dieci giorni di manovre e scaramucce, i Francesi, sospinti a nord e bloccati sulla direzione di Metz, furono costretti ad attestarsi attorno al villaggio di Sedan.
La guerra comunque proseguì anche dopo l'abdicazione e la proclamazione della Repubblica, ma e' stato Napoleone III° e la sua sconfitta di Sedan ad offire lo spunto del nostro lavoro. Lasciamo ovviamente agli storici gli avvenimenti successivi.

Il Teatro operativo



La battaglia finale

I Francesi si schierarono attorno a Sedan: il VII° Corpo d'Armata nella zona di Floing e Illy, il I° tra Givonne e Moncelle, con perno su Daigny, il XII° nell'area di Balan e Bazeilles, il V° in riserva al centro, nell'abitato di Sedan.
Reparti della Terza Armata tedesca, al mattino del 1 settembre attaccano Bazeilles, ma non riescono a vincere la resistenza francese; il MacMahon viene ferito e cede il comando al Gen. Ducrot, che ritiene di doversi ritirare da Bazeilles per evitare che un nuovo tentativo di sfondamento da parte dei Tedeschi possa mettere in pericolo tutto lo schieramento, ma anche in vista di una ritirata verso Mezier o addirittura in Belgio. Poche ore dopo tuttavia, il Gen. de Wimpffen, giunto dall'Africa, rivendica il comando e lo toglie a Ducrot, esibendo una lettera del Ministro della Guerra. Naturalmente decide che la ritirata, anziché verso ovest debba svolgersi a est e ordina di rioccupare Bazeilles.

Lo schema della Battaglia di Sedan



A nord, nel settore del VII° Corpo d'Armata, intanto, il V° e XI° corpo della Terza Armata prussiana investono le difese di Floing e Illy, e a nulla vale la carica della Prima Divisione di Cavalleria dei Cacciatori d'Africa, che era stata tenuta in riserva.
Anche ad est, con una forte preparazione d'artiglieria, il I° Corpo d'Armata francese viene investito pesantemente dalla Quarta Armata tedesca, comandata da Federico Carlo di Sassonia.

L'incertezza del comando e la oggettiva situazione tattica inducono Napoleone a ordinare la resa.

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Bibliografia

Baroni P. - 1986 - La guerra psicologica. Roma 55-60.
Duby G. - 1987 - Storia della Francia. II, Milano, 980-981.
Duby G. - 1992 - Atlante storico. Torino, 134-136.
Ludwig E. - 1958 - Bismarck. Storia di un lottatore. E. Dall'Oglio (ed.). Milano; 1-527.





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1999, May 8th